Consigli poco pratici in forma di decalogo ragionato per neogenitori, che vogliano sentirsi anche educatori

 

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Chiedo scuse anticipate per la coniugazione al maschile, sia per il genitore che per il figlio.

1) Non c’è bisogno di far scaturire in tuo figlio un dispotico senso della proprietà sin da piccolo, insegna che le cose si posso condividere o, laddove non fosse possibile appieno, vanno al massimo rispettate. Specie tra fratelli: eviterete il più possibile invidie e gelosie.

2) Non modificare il tuo linguaggio in uno infantile o, peggio, non ripetere i versi o i vagiti del tuo piccolo, da grande gli servirà esprimersi con un senso compiuto, ha bisogno di te per porre le basi di un’espressione razionale del proprio pensiero. Inoltre penserà che sei stupido, che ti metti al suo livello e capirà dunque che può far breccia su di te, sarà irrispettoso nei tuoi confronti.

3) Cerca di non ansieggiarlo troppo, non vedere pericoli in ogni angolo, ma sii vigile – da fuori. Non dire “attento a questo o a quello”, perché il tuo piccolo non sa come si stia attenti a questo o a quel falso pericolo incombente, piuttosto fagli vedere come ci si comporta caso per caso, è difficile, ma sarebbe il massimo. Ne farà tesoro di questi insegnamenti. Perciò se tuo figlio cade e si fa male, cerca di non fargli capire che per te è successo il finimondo, il più delle volte si tratterà di cadute non preoccupanti, i suoi tessuti si rigenereranno presto, tranquilla mamma. Ps: se si dà il caso in cui sai per certo che nella caduta non si sia fatto granché male, ma si ostina ugualmente in un pianto artificiale e disperato, sappi che si tratta solo di una richiesta di affetto; allora anticipa quel momento decisamente snervante con elargire un affetto adulto e non morboso. Sottolineo: non morboso; perché se credi già di essere abbastanza affettuoso e il caso del piagnisteo si verifica uguale, vuol dire che finora sei stato morboso nel mostrargli affetto, allora lui non starà richiedendo affettuosità genitoriale, ma morbosità. Una forma di vizio sentimentale.

4) Ad ogni “No” affianca un “Sì”: Se poni un divieto, offri delle alternative; non ne conosce.

5) Il 95% dei bambini pone tante domande, la più gettonata comincia col famigerato “perché?” e sono perlopiù domande generali ed insidiose per l’ignoranza dilagante che c’è in giro. Vedrai che il bambino ad una spiegazione esauriente non ribatterà, anche – e soprattutto – se non capirà un tubo. Se non lesinerai spiegazioni in tal modo lo prepareresti comunque a concepire cose che al momento non può. Ma se si dovesse dare il caso – piuttosto frequente, invero – che tu non sappia la risposta non spazientirti: prova a confessare che sul campo non sei molto preparato, prova dunque a rigirargli la domanda con un “secondo te perché?”, molti infatti saprebbero già produrre una risposta. Ma soprattutto promettigli che andrete a verificare insieme. Non strozzare, né lasciar nel vago la sua sete di conoscenza. Se da grande non si interesserà a nulla sarà anche colpa tua.

6) Evitare di insegnargli lo spreco del cibo. Non abituarlo neppure a vivande e bevande troppo dolci o cibi troppo artefatti, danneggiano il suo gusto – per non parlare di altro. Se è troppo tardi, per fortuna il rimedio esiste, ma dovrai aspettare parecchio.. 

7) Arrenditi ad una morale naturale e razionale quando hai a che fare con un essere puro come tuo figlio. Non indottrinarlo, si ricorderà a vita di precetti sbagliati e costrittivi. 

Allo stesso modo non creare un clima in cui tutti, ma soprattutto il tuo piccolo, siano costantemente suscettibili dell’essere colpevolizzati per qualsiasi fatto accada entro le mura domestiche, dove sappiamo che ogni cosa viene ingigantita. 

8) Se tuo figlio è esuberante, iperattivo, ha bisogno di attività stancanti e che convoglino la sua energia vitale, non deve stare neppure troppo a casa. bada bene, se è pigro ha bisogno delle stesse identiche cose, di certo non ha bisogno della TV. Chi può, dunque,  deve fargli fare sport o musica o altro, trascinarlo se pigro, finché non troverà la novità giusta. E quando sono più grandicelli, fateli assolutamente collaborare in casa, apparecchiare e sparecchiare la tavola mi sembra davvero il minimo.

9) Non essere violento, lui lo sarà con te, oppure se fai davvero paura diventerà remissivo.

Non va bene neppure mortificarlo, specie per distrazioni come possono capitare anche a te o che di sicuro già ti son capitate in passato. 

Non essere neppure egoista: se tuo figlio si finisce l’ultima fetta di crostata, non rimproverarlo con un patetico “potevi lasciarmi almeno l’ultima!”.

10) Se tuo figlio fa un’attività che non nuoce a nessuno, men che meno a lui stesso, ma è apparentemente priva di senso, cerca di osservare dove questa lo porta; se appare disorientato allora ha davvero bisogno di te, che gli mostri un’attività alternativa che può svolgere, ma se è davvero intento e resiste alle alternative offerte, dietro quella apparentemente inutile attività si cela l’embrione del suo talento, sta a te riconoscerlo.

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