Eraclito – frammento 2

διὸ δεῖ ἕπεσθαι τῷ (ξυνῷ, τουτέστι) τῷ κοινῷ· ξυνὸς γὰρ ὁ κοινός· τοῦ λόγου δ᾽ ἐόντος ξυνοῦ ζώουσιν οἱ πολλοὶ ὡς ἱδίαν ἔχοντες φρόνησιν.

1)

Perciò convien seguire la comune ragione (logos); ma quantunque la ragione sia comune la maggior parte vivono come ciascuno avesse un modo suo speciale di ragionare (fronesin).

G. Gentile, Storia della filosofia. Dalle origini a Platone, pp. 51-59.

2)

Bisogna dunque seguire ciò che è comune. Ma pur essendo questo logos comune, la maggior parte degli uomini vivono come se avessero una propria e particolare saggezza

(A cura di) G. Giannantoni, I presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, Bari 1969, p. 194.

3)

Perciò bisogna seguire ciò che è uguale per tutti, ossia che è comune. Infatti, ciò che è uguale per tutti coincide con ciò che è comune. Ma anche se il logos è uguale per tutti, la maggior parte degli uomini vive come se avesse un proprio intendimento.

(A cura di) G. Reale, I presocratici, Bompiani, Milano 2006, p. 341.

 4)

Perciò bisogna perseguire (la via de) il senso universale <ossia ciò che è comune a tutti; infatti ‘universale’ (xunos) sta per ‘comune’ (koinos)>[1]. Tuttavia, sebbene la Ragione sia universale, i più vivono come se ciascuno avesse un proprio modo di intendere.

 Traduzione mia.

  • Commento alle traduzioni:

Nella prima frase Gentile importa un ‘logos’ che non è presente dove indicato.

Il frammento non presenta grosse difficoltà, solo il modo migliore per rendere il termine chiave: xunos (da me reso con [senso] ‘universale’).

Xunos è l’equivalente ionico (il dialetto di Eraclito) di koinos. Eraclito vuole qui giocare con le parole, in virtù di una paraetimologia da lui stesso rinvenuta (Cfr: DK 114) che fa derivare il termine in questione da sun-noos (ionico per nous), ‘comune intendimento’, ‘senso comune’. Con ‘senso comune’ ovviamente ci si riferisce ad un senso dove viga il punto di vista più oggettivo possibile, meno intriso di soggettività dunque, non il “senso” quale è diffuso tra i più, il ‘senso genericamente comune’ avversato dallo stesso Eraclito.

La puntualizzazione che Reale integra nella traduzione è una glossa di Sesto Empirico, koinos è un termine cronologicamente posteriore che difficilmente Eraclito avrebbe usato (Kirk, 1954). Sia Gentile che Giannantoni leggono la glossa e non la inseriscono, io la inserisco tra parentesi uncinate. Reale, integrandola nel testo, contribuisce a creare un effetto di ridondanza. Nell’ansia di cercare la differenza tra i due termini Reale traduce xunos con ‘uguale’. Piuttosto male.

Heidegger aggiunge un’altra paraetimologia, oltre quella propria del filosofo greco (Le Thoor 1966): chiede uno sforzo nel far derivare xunos da sun iemi, lat. cum-vergere. Quindi xunos per il filosofo tedesco vorrebbe dire qualcosa come: il con-venire in uno stesso che ammette la differenza, il co-appartenersi dei diversi. 

Qui logos lo traduco con ‘ragione’, non perché nel primo frammento non abbia tale accezione, persino la costruzione è più o meno la stessa, ma in questo frammento la resa in italiano è più facile da determinare: qui l’unico paragone concettuale si stabilisce tra l’universalità della ragione-logos negli intelletti e la particolarità dei singoli modi di intendere, i quali non si distaccano da ciò che è soggettivo. Nel primo frammento invece logos ha diversi sensi espressi, tra cui addirittura quello di regolatore e rettore di tutte le cose. Andando più avanti, comunque, scopriremo la significazione più pura di logos secondo la lingua greca.  

 



[1] Glossa da attribuire a Sesto Empirico.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Licenza Creative Commons
I contenuti di questo sito sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.