Eraclito – frammento 32

ἓν τὸ σοφὸν μοῦνον λέγεσθαι οὐκ ἐθέλει καὶ ἐθέλει Ζηνὸς ὄνομα.

1)

Quell’uno (En) che solo è saggio non vuole e vuole essere chiamato col nome di Giove.

G. Gentile, Storia della filosofia. Dalle origini a Platone, pp. 51-59.

 

2)

L’unico, il solo saggio vuole e non vuole essere chiamato col nome di Zeus.

(A cura di) G. Giannantoni, I presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, Bari 1969, p. 203.

 

3)

l’Uno, l’unico sapiente, non vuole e vuole essere chiamato Zeus.

   (A cura di) G. Reale, I presocratici, Bompiani, Milano 2006, p. 349.

4)

L’Uno, il solo realmente sapiente, vuole e non vuole essere appellato col nome – personale – Zeus.

Traduzione mia.

  • Commento:

Le traduzioni qui riportate sembrano tutte d’accordo nel sostantivizzare en, grammaticalmente un aggettivo numerale neutro: ‘uno’. Rendere en sostantivo vorrebbe significare dare a questo un forte valore ontologico. La questione su chi sia il vero soggetto grammaticale  – se en o to sofon mounon – della frase rimane aperta. Proviamo però per un momento ad espungere en dalla frase: “l’unico sapiente, vuole e non vuole essere appellato col nome Zeus”. Giungeremmo alla conclusione che mancherebbe certamente un qualcosa di fondamentale, addirittura ci potremmo chiedere se mai avrebbe un senso una frase composta nel modo in cui stiamo immaginando. Ci accorgiamo poi che non sostantivizzando en questo diverrebbe un semplice aggettivo sullo stesso piano di mounon (unico) e ciò equivarrebbe ad una vuota ripetizione.

Cosa vuole dirci Eraclito? Ciò che governa l’ordine delle cose e che dà un’unità, “invisibile”, ma dalla portata superiore, a ciò che è scisso ce lo possiamo pure rappresentare come Zeus, come dio supremo, badando però che esso è irriducibile ad una rappresentazione in senso teistico. Dall’altra parte si può voler dire che il vero sovrano del kosmos – per Eraclito – non sarebbe egli stesso totalmente a favore del teismo: la sua maestà è sia personale che impersonale e l’importante consisterebbe nel riconoscere l’unico filo che raccorda i destini naturali e spirituali, seguirlo e adottarlo. Dal punto di vista teoretico ecco però che concepire il lato impersonale della divinità apre le porte ad una considerazione della divinità che comincia ad affacciarsi entro un orizzonte razionale: essa in quanto principio primo. Ma allora perché ripudiare la considerazione metafisico-teologica di en? Eraclito stesso ci dice che Zeus è sia a favore del teismo sia il contrario; alla stessa maniera l’Uno – che è l’analogo di Zeus – deve avere la stessa ambivalenza. Uno e Zeus sono il medesimo, eppure dichiarano due aspetti diversi: come Zeus, il principio è personale e sopra tutti; come Uno, il principio coinvolge il tutto e dà prova di sé nel mondo empirico. Ha altri nomi ed altre personalizzazioni l’Uno? Sì: in quanto Polemos (Conflitto) “padre e re di tutti” (cfr: DK 53). E non ci sconvolga più di tanto l’identità Uno-Conflitto, che – seppur non esplicita – è nelle piene corde del filosofo. Allora Eraclito non sarebbe restio neppure alla personalizzazione del principio, non si negherebbe dunque la rappresentazione teistica di questo; perché allora negare all’En il suo forte valore ontologico (e teologico), visto che il procedimento è complementare? 

Allora cosa dobbiamo fare a questo punto proprio appurato tutto ciò? Dopo l’ammissione di un’inevitabile concezione protometafisica dell’Uno in Eraclito, sarebbe il caso di sottolineare ancor più, anche qui, il lato empirico – proprio come fatto per il Logos: l’Uno è l’unità reale dei discordi ed è ciò che il Logos ci rivela quando ci imbattiamo nel mondo della dualità e quando ne esperiamo le contraddizioni.

Anche qui va sottolineata la “predilezione” di Eraclito – in fatto di conoscenza – dell’empiria e di ciò che la ragione sia in grado di riscontrare e riconoscere (DK 55)

V’è una forte connessione tra Logos e Uno: l’En nomina l’altro aspetto del Logos, garante quest’ultimo appunto di unità, quell’unità – come abbiamo visto – dialettica e non immediatamente  percepibile (rimando al frammento 10).

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