Eraclito – frammento 45

ψυχῆς πείρατα ἰὼν οὐκ ἂν ἐξεύροιο πᾶσαν ἐπιπορευόμενος ὁδόν· οὕτω βαθὺν λόγον ἔχει.

1)

Dell’anima tu non potresti scoprire i termini pure percorrendo ogni sua via; così profonda essa ha le radici (logon).

G. Gentile, Storia della filosofia. Dalle origini a Platone, pp. 51-59.

2)

Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell’anima: così profondo è il suo logos.

(A cura di) G. Giannantoni, I presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, Bari 1969, p. 206.

3)

I confini dell’anima non li potrai mai raggiungere, per quanto tu proceda fino in fondo nel percorrere le sue strade: così profonda è la sua ragione (logos).

(A cura di) G. Reale, I presocratici, Bompiani, Milano 2006, p. 351.

4)

Per quanto tu possa avanzare, non potresti mai risalire ai confini della psiche, neppure percorrendone ogni sentiero; talmente abissale è – il filo che la raccorda, – il principio unificante della ragione (logon).

 Traduzione mia.

  • Commento alle traduzioni:

Notevole la traduzione di Giannantoni nel punto: “neppure percorrendo intera la via”.

Nel tradurre questo frammento mi sono permesso di inserire una lunga perifrasi in luogo di logos. Nell’inciso (“il filo che la raccorda”) esprimo logos nel suo legame con psyche, mentre nel periodare più esposto traduco logos con “il principio unificante della ragione”.

È giunto dunque il momento di rivelare il senso originario di logos. La significazione del legein (il verbo all’infinito) la otteniamo dalla sua etimologia – qui accolgo una lezione assimilata anche da Heidegger -: la radice indoeuropea di legein è leg-/lig-, che esprime l’idea del ‘legare’, del ‘raccogliere’. Senso sopravvissuto anche in greco, dato che legein prima di rendere i sensi di ‘computare’, ‘dire’, ‘ragionare’, vuol dire appunto: ‘raccogliere’, ‘radunare’. Pensiamo pure al nostro ‘leggere’ – un’altra parola con la stessa radice del greco logos -: mentre noi leggiamo infatti raccogliamo lettere, parole, frasi, periodi e leghiamo insieme il tutto.

Fa ancora più effetto quindi l’accostamento eracliteo tra logos e nomos (legge), dato che il secondo termine in latino, lex, ha la stessa primordiale radice di logos.

Il logos eracliteo comporta senza dubbio un senso di unità ed ora sappiamo, in base ad una spiegazione di ordine linguistico, come sia possibile ciò. Precedentemente lo abbiamo inteso addirittura come ciò che sintetizza (che unifica) a priori l’esperienza, nel lato in cui si identifica con la ragione individuale – che sarebbe poi l’universale nella psiche umana. 

Più avanti cominceremo perciò a vedere la relazione tra logos ed en (‘uno’) per Eraclito, dove apprenderemo meglio come sia concepita l’unità del logos: un’unità in senso dialettico.

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