Eraclito – frammento 50

οὐκ ἐμοῦ, ἀλλὰ τοῦ λόγου ἀκούσαντας ὁμολογεῖν σοφὸν ἐστίν ἕν πάντα εἶναι

1)

Coloro che ascoltano, non me, ma il verbo è saggio convengano che tutte le cose siano uno.

G. Gentile, Storia della filosofia. Dalle origini a Platone, pp. 51-59.

 

2)

Ascoltando non me, ma il logos è saggio convenire che tutto è uno.

(A cura di) G. Giannantoni, I presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, Bari 1969, p. 208.

 

3)

Non dando ascolto a me, ma alla ragione (logos) è saggio ammettere che tutto è uno.

   (A cura di) G. Reale, I presocratici, Bompiani, Milano 2006, p. 353.

4)

Non prestando ascolto a me, ma alla ragione (tou logou) è da saggi convenire – assieme ad essa –  (omolegein) che tutto è uno.

  • Nota:

Gran parte della difficoltà di traduzione del frammento deriva dalla resa per omolegein – lett.: “dire ugualmente” –  legato a logos della frase precedente. Trovo che ‘convenire’ sia una soluzione elegante e pregnante nel significato: l’inciso “assieme ad essa”, oppure “con essa”, non fa che risaltare la significazione stessa del con-venire.

Il senso dunque è che nell’omolegein ci si confà al logos: si afferma qualcosa in conformità ad esso, intonati ad esso. In questa intonazione la sfera del sofon, qui tradotto con “da saggi” e che troviamo in altri frammenti (DK 32; DK 41; DK 108), è per così dire più vicina all’umano. 

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