Traduzioni di Eraclito

Perché tradurre Eraclito oggi? Non perché la sua leggendaria oscurità rappresenti una sfida per l’intelletto, ma semplicemente perché molte delle traduzioni esistenti (in italiano, ma anche in inglese ed in tedesco) non le reputo soddisfacenti.

Ciò che voglio presentarvi è dunque una rassegna – e quindi un confronto – delle traduzioni italiane di riferimento dei frammenti eraclitei. In aggiunta riporterò la mia personale traduzione (bando però alle traduzioni ginnasiali, lo prometto). In questo modo intendo fornire all’interessato uno strumento rapido e che al contempo lo stimoli nell’addentrarsi in un modo ermeneutico di trattare il testo, modalità di procedimento che per sua definizione è irriducibile e perciò “aperta”.

Le traduzioni vengono riportate cronologicamente: (1) G. Gentile, le cui traduzioni sono degli anni venti del secolo scorso; (2) G. Giannantoni, che ha tradotto i frammenti sul finire degli anni sessanta; (3) G. Reale, che ritiene la traduzione dei presocratici del suo predecessore incompleta di alcuni frammenti, per questo ha tenuto nel precisare che la sua è la prima versione italiana integrale dei frammenti, così come raccolti e ordinati dai tedeschi H. Diels e W. Kranz.

Per ultima cosa, prima di passare ai frammenti, non possiamo non notare come tutti i più famosi traduttori italiani di Eraclito abbiano il nome che comincia con la G (Monty Python docent).

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